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Rabbia, miti e pregiudizi sessuali che confidiamo solo a Google

sesso google

Pare proprio che Google sia meglio di qualsiasi confidente o confessore. E questo Seth Stephens-Davidowitz, data scientist con una formazione in Economia e un’ossessione per Google Trends, lo sa benissimo.

“Tutti mentono”, scrive lui stesso, a tutti ma non a Big G. Già antropologia, sociologia e psicologia avevano messo in evidenza come il contesto possa influenzare i risultati dei sondaggi. Ma ai servizi online si racconta esclusivamente la verità, si dicono e si cercano cose che non si rivelerebbero mai a nessuno.

E così Stephens-Davidowitz ha trascorso gli ultimi quattro anni ad analizzare i dati anonimi di Google scovando i temi sui quali le persone si interrogano: malattia mentale, sessualità, aborto, religione, salute.

Stephens ha quindi potuto constatare che il 5% delle ricerche maschili in tema di porno, sono rivolte a contenuti omosessuali e quanto spesso le donne si interroghino sulle preferenze dei propri compagni: in particolare la ricerca “mio marito…” è accompagnata dalla parola “gay” ben 10 volte di più di quanto non sia accompagnata a parole come “tradimento”, “alcolizzato” e “depresso”.

Per quanto riguarda l’argomento “sesso”, la frase “il mio fidanzato non vuole fare sesso con me” è molto ricorrente. Piccola nota positiva per quanto riguarda il pregiudizio sulle dimensioni maschili: ogni donna lo ricerca giusto una volta, mentre gli uomini effettuano 170 ricerche sulle proprie dimensioni. Anzi, il 40% delle volte in cui le donne esprimono preoccupazione, avviene perché “è troppo grande”, contro soltanto l’1% dei maschi che cerca notizie su come ridurre le dimensioni del pene.

Altro mito sessuale da sfatare, è che le donne vogliano incontri di sesso che durino più a lungo: per gli uomini “come resistere più a lungo prima di raggiungere l’orgasmo” è la seconda domanda posta a Google, mentre le donne si dividono equamente tra suggerimenti per far durare di più un amplesso oppure farlo durare di meno.

Una sorpresa riguarda invece gli uomini e il loro aspetto fisico: il loro interesse per la bellezza e la forma fisica riguarda ben il 42% di loro; l’argomento per la perdita di peso è ricercato dal 33% degli uomini mentre il 39% cerca chirurgia estetica. Il 20% degli uomini ha cercato “come sbarazzarsi” abbinato alla parola “seno”…

Questi dati ovviamente non sono perfetti, ma essendo completamente anonimi e sganciati da qualsivoglia contesto, sono sicuramente più veri e genuini rispetto a quelli raccolti tramite studi e interviste.

Stephens conclude il suo studio, dichiarando che non c’è da sentirsi soli, che le esperienze, anche le più particolari, possono essere condivise con gli altri. Oltretutto, osservare i dati di big G può aiutare chi si occupa di diritti umani a capire dove direzionare i propri sforzi, captando dove si concentrano le situazioni di maggiore sofferenza.