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L’Utente prende atto che Tutti gli annunci personali e presentati in questo sito sono solo a scopo informativo e in pieno Rispetto per la legge italiana. gli staff del sito web non operano ne migliorano ne toccano nessun testo ne foto , non forniscono suggerimenti per come migliorare o inserire annunci

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Si avvisa l’utenza che in caso di acquisto vetrina, la transazione sul vostro estratto conto sarà indicata come pagamento a escortfox.it. + il nome della vetrina

Non è consentito alcun tipo di annuncio contenente riferimenti a prestazioni sessuali a pagamento.

Non possono essere inserite immagini a carattere pornografico contenenti organi genitali in vista.

L’inserimento di materiale pedopornografico comporterà l’immediata segnalazione alle autorità competenti dei dati di accesso al sito al fine di consentire di risalire ai responsabili.

Inserendo l’annuncio su escortfox.it l’utente certifica di poterne disporre con pieno diritto del contenuto; inoltre dichiara che le immagini eventualmente inserite riguardano persone maggiorenni che hanno prestato manifesto consenso alla pubblicazione dell’immagine su escortfox.it

Non è possibile ripetere lo stesso annuncio sulla stessa città.

Inserire negli annunci alcun tipo di link, cliccabile o non cliccabile.

Inserire testi o immagini volgari o offensivi.

ACCETTAZIONE DELLE CONDIZIONI DI UTILIZZO
L’Utente, prima di usufruire di qualsivoglia servizio, è tenuto ad informarsi sulla eventuale sussistenza di modifiche e/o aggiornamenti apportati alle condizioni di utilizzo. Tali modifiche e/o aggiornamenti formeranno, infatti, parte integrante delle presenti condizioni generali e costituiranno fonte di accordo tra Escortfox e l’Utente.

POLITICHE DI RIMBORSI PER IL PORTALE DI ESCORTFOX.IT
SPECIFICHE :
Acquistando un prodotto di visibilità Vetrina è possibile accedere al rimborso secondo le seguenti casistiche e modalità:

Rimborso del 20%
Qualora un annuncio in promozione venisse :

Eliminato dallo staff poiché contrario alla policy e/o regolamento

Non saranno rimborsato invece gli annunci cancellati per sbaglio dal utente stesso, o gli annunci che sono stati attivati da 10 ore minimo.

L’utente, accortosi della sospensione del servizio di visibilità, con tempestività, può chiedere allo staff spiegazioni della motivazione della sospensione e chiedere il rimborso del 20% .
L’annuncio eliminato quindi non viene mai rimborsato.

per chiarimenti dubbi o domande. [email protected]

Fine termini e condizioni
lo staff di EscortFox . vi augura Buon proseguimento


Termini e condizioni per organi di controllo ( Polizia Postale E Delle Comunicazioni….…ecc. )

La questione posta all’attenzione dello scrivente legale riguarda la possibilità di realizzare siti web ove inserire schede/contatti personali da parte di soggetti operanti in qualità di accompagnatori/accompagnatrici (escort e analoghe definizioni)

In primo luogo è opportuno esaminare la normativa penale che attualmente potrebbe riferirsi al caso per cui è stata richiesta la consulenza e verificare come la realizzazione di siti web come sopra richiamati potrebbe costituirne violazione.
Le disposizioni che normalmente vengono affiancate all’ipotesi di cui trattasi, sono quelle relative al “favoreggiamento della prostituzione” (art. 3 n. 8 della Legge n. 75/1958) e relative al cd. “lenocinio” (art. art. 3 n. 5 della Legge n. 75/1958).

L’art. 3 della detta Legge n. 75/1958 (cd. “Legge Merlin”) stabilisce che:
“È punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 258 a euro 10.329, (1) salvo in ogni caso l’applicazione dell’art. 240 del codice penale:

1) chiunque, trascorso il termine indicato nell’art. 2, abbia la proprietà o l’esercizio, sotto qualsiasi denominazione, di una casa di prostituzione, o comunque la controlli, o diriga, o amministri, ovvero partecipi alla proprietà, esercizio, direzione o amministrazione di essa;

2) chiunque, avendo la proprietà o l’amministrazione di una casa od altro locale, li conceda in locazione a scopo di esercizio di una casa di prostituzione;

3) chiunque, essendo proprietario, gerente o preposto a un albergo, casa mobiliata, pensione, spaccio di bevande, circolo, locale da ballo, o luogo di spettacolo, o loro annessi e dipendenze o qualunque locale aperto al pubblico od utilizzato dal pubblico, vi tollera abitualmente la presenza di una o più persone che, all’interno del locale stesso, si dànno alla prostituzione;

4) chiunque recluti una persona al fine di farle esercitare la prostituzione, o ne agevoli a tal fine la prostituzione;

5) chiunque induca alla prostituzione una donna di età maggiore, o compia atti di lenocinio, sia personalmente in luoghi pubblici o aperti al pubblico, sia a mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità;

6) chiunque induca una persona a recarsi nel territorio di un altro Stato o comunque in luogo diverso da quello della sua abituale residenza, al fine di esercitarvi la prostituzione ovvero si intrometta per agevolarne la partenza;

7) chiunque esplichi un’attività in associazioni ed organizzazioni nazionali od estere dedite al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione od allo sfruttamento della prostituzione, ovvero in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo agevoli o favorisca l’azione o gli scopi delle predette associazioni od organizzazioni;

8) chiunque in qualsiasi modo favorisca o sfrutti la prostituzione altrui. In tutti i casi previsti nel n. 3) del presente articolo alle pene in essi comminate, sarà aggiunta la perdita della licenza d’esercizio e potrà anche essere ordinata la chiusura definitiva dell’esercizio.
I delitti previsti dal n. 4) e 5), se commessi da un cittadino in territorio estero, sono punibili in quanto le convenzioni internazionali lo prevedano”.

A mero fine esplicativo, poiché l’art. 3 n. 5 della “Legge Merlin” parla genericamente di “lenocinio”, si precisa che tale comportamento è definibile come “l’attività di chi, a scopo di lucro, favorisce la prostituzione; ruffianeria, abbellimento, lusinga” (Fonte: Dizionario Garzanti della Lingua Italiana).

L’attuale panorama normativo, unitamente alle più recenti pronunce giurisprudenziali, possono far ritenere legittima e legale la realizzazione e manutenzione costante di siti web ove inserire annunci di soggetti esercenti l’attività di accompagnatori/accompagnatrici (escort e analoghe definizioni).

Il limite attualmente previsto dalla Legge vigente (come detto interpretata alla luce delle più recenti e costanti pronunce della Suprema Corte di Cassazione) risulterebbe infatti nella realizzazione di attività “ulteriori” rispetto al mero rapporto professionale che vada a legare il realizzatore/manutentore di siti web ove vengano pubblicati annunci di accompagnatori/accompagnatrici, senza appunto la realizzazione ad opera del titolare del sito web di attività ulteriori che favoriscano in qualche modo la “raccolta clienti” od il contatto diretto all’esecuzione di attività di natura sessuale.

In questo modo, l’attività di mera realizzazione del sito web ove inserire gli annunci di accompagnatori/accompagnatrici e la cura dello stesso (cura della grafica generale del sito, raccolta degli annunci inviati dagli inserzionisti, mera pubblicazione degli stessi annunci anche se corredati da fotografie inviate dagli inserzionisti e da contatti telefonici o email, promozione generica del sito web senza intervento sugli annunci ivi pubblicati, raccolta di inserzioni pubblicitarie da inserire nel sito web, eccetera) non potrà essere sanzionata penalmente in quanto l’attività del gestore del sito web non andrà ad agevolare in alcun modo il rapporto contrattuale tra accompagnatore/accompagnatrice e potenziale cliente, limitandosi alla mera pubblicazione di inserzioni senza intermediazione od agevolazione. Qualora invece il gestore del sito dovesse operare direttamente per rendere più “appetibili” gli annunci pubblicati (per esempio realizzando servizi fotografici particolari per gli annunci, operarsi personalmente affinché gli inserzionisti abbiano attività di supporto per la realizzazione delle inserzioni come per esempio agevolazioni nella realizzazione di
servizi fotografici, acquisto abbigliamento, promozione dell’annuncio al di fuori del sito web) verrebbero a configurarsi le ipotesi delittuose previste dalla “Legge Merlin” così facendo sorgere in capo al gestore del sito web responsabilità personale diretta. In sostanza, la linea di confine che un gestore di sito web in cui vengano pubblicate inserzioni di accompagnatori/accompagnatrici non dovrebbe superare è data dalla realizzazione di attività “ulteriori” rispetto al mero rapporto professionale tra il gestore/manutentore e l’inserzionista: ove si realizzi una mera “raccolta” e pubblicazione di annunci (in cui il materiale, il testo ed eventuali rappresentazioni video o fotografiche siano fornite direttamente dall’inserzionista) non potrà essere configurata in capo al
gestore del sito web alcuna responsabilità penale.

La sentenza n. 48981/14 del novembre 2014 (Corte di Cassazione, Sezione III Penale) riferisce che “con specifico riferimento, invece, alla pubblicità a mezzo stampa o internet, il reato di favoreggiamento è stato ritenuto sussistente qualora alla pubblicazione su un sito web di inserzioni pubblicitarie di donne che si offrono per incontri sessuali, si aggiungano ulteriori attività finalizzate ad agevolarne la prostituzione, al fine di rendere più allettante l’offerta e di facilitare l’approccio con un maggior numero di clienti quali, nella fattispecie esaminata, l’essersi interessato alle foto delle donne da pubblicare, l’aver contattato il fotografo per fare delle nuove foto, il far sottoporre le donne a servizi fotografici erotici… In altre parole, si tratta di un mero rapporto contrattuale nell’ambito del quale colui che pubblica l’annuncio ha, quale unica finalità, quella di prestare il servizio offerto e non anche di procacciare clienti a chi si prostituisce, come invece avviene quando, appunto, vengano poste in essere azioni ulteriori che consentano una diversa qualificazione della condotta”.

A conferma di quanto appena esaminato, la successiva sentenza n. 20384/13 del maggio 2013 (Corte di Cassazione, Sezione III Penale) riferisce che “con specifico riguardo al servizio pubblicitario messi a disposizione delle persone che si prostituiscono, la Corte ha individuato due profili interpretativi che possono dirsi costanti. Ha, in primo luogo, affermato (Sez. III, n. 26343/2009) che la pubblicazione di inserzioni pubblicitarie sui siti web, al pari di quella sui tradizionali organi d’informazione a mezzo stampa, deve essere considerata come un normale servizio in favore della persona. Tale giudizio è stato confermato dalla sentenza, sempre di questa Sezione, n. 4443/2012, nella cui motivazione si opera una precisazione, nel senso che il reato di favoreggiamento risulta, invece, integrato allorché alla mera pubblicazione degli annunci e del materiale messo a disposizione dalla persona interessata si aggiunga una cooperazione tra soggetto e prostituta, concreta e dettagliata, ai fine di allestire la pubblicità della donna … evidentemente per rendere più allettante l’offerta e per facilitare l’approccio col maggior numero di clienti, cooperazione esplicantesi nell’organizzare servizi fotografici nuovi, sottoponendo le donne a pose erotiche, ponendo in essere una collaborazione organizzativa al fine di realizzare il contatto prostituta-cliente. A tale proposito deve rilevarsi che con altra decisione la Corte ha affermato, seppure avendo riguardo a diversa condotta (lenocinio per mezzo di telefono), che i lavori preparatori della legge n. 75 del 1958 indichino come il reato previsto dall’art. 3, comma 1, n. 5, intenda sanzionare l’attività di intermediazione… diretta a favorire gli incontri tra cliente e prostituta e, quindi in definitiva, a favorire la prostituzione, avendo come bene offeso la moralità pubblica (Sez. III, n. 15275/2007; Sez. III, n. 32506/2012). In altri termini, la Corte ha ritenuto di individuare il discrimine fra lecito e illecito nel passaggio da una prestazione di servizi ordinari a quella che potremmo definire come la prestazione di un supporto aggiuntivo e personalizzato”.

Più in generale, quindi, l’attuale orientamento della Corte di Cassazione prevede quindi la legittimità di condotte di “ordinaria prestazione di servizi inserzionistici professionali” escludendo quindi i reati esaminati ove non si realizzino attività “successive e di supporto personale all’inserzionista”.

A conferma di detto ormai costante orientamento vengono le ulteriori sentenze n. 7336/14 della Sezione III Penale della Corte di Cassazione, n. 4443/12 della Sezione III Penale, n.
32506/12 della Sezione III Penale.

Il presente parere, reso allo stato ed in virtù del panorama legislativo e giurisprudenziale vigente alla data di redazione, è ovviamente soggetto a rivisitazione e variazione ove il predetto panorama legislativo e giurisprudenziale dovesse mutare anche in tempi brevi.

In fede,
Sarzana (SP), lì 01 aprile 2016
Avv. Federico Lera